INCESTO/ORGIA: Sesso in famiglia (parte 2) - Racconto Erotico

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    INCESTO/ORGIA: Sesso in famiglia (parte 2) - Racconto Erotico



    La nonna mantenne la promessa dimostrandosi una perfetta nave scuola. Nelle settimane seguenti approfittammo di tutti i momenti in cui restavamo soli per fare sesso, a volte che semplici quanto appaganti sveltine o rapidi ed intensi pompini nei quali ingoiava avidamente la sborra, a volte avevamo il tempo di farlo con calma e la nonna mi insegnò tutto per far felice una donna: come si lecca la fica e il culo e come si usa il cazzo. Mia sorella Carla aveva iniziato a lavorare con nostro padre, quindi stava spesso fuori anche la notte e questo ci rendeva più liberi. Ma la mamma non usciva molto, per questo, quando passavano alcuni giorni senza poterci dedicare con il tempo giusto al nostro piacere, andavo nella sua stanza di notte quando mamma dormiva, e così potevamo sfogare tutti i nostri istinti. La cosa era possibile perchè la stanza di mamma, così come la mia, era abbastanza distante da quella di nonna, che invece era attigua a quella di Carla. Così quando lei era fuori con nostro padre eravamo abbastanza tranquilli. Per un paio di mesi filò tutto per il verso giusto e passavo con nonna Sara delle notti all'insegna del sesso e della trasgressione. Il suo corpo così carnoso e abbondante era per me un vero paradiso. Finchè accadde un contrattempo. Quella sera mio padre era in casa e di conseguenza c'era anche Carla e io non potevo andare da nonna. Era quasi l'una di notte e stavo nella mia stanza ancora con la luce accesa senza riuscire a prendere sonno. Ad un tratto la porta si aprì e vidi entrare mia sorella. Si avvicinò a me e sussurrando a bassissima voce chiese: “cosa c'è, non riesci a dormire questa notte?” Ma prima che potessi trovare una qualsiasi scusa, sedendosi sul bordo del letto disse ancora: “beh, d'altronde ti eri abituato a passarle diversamente le notti....” Lasciò cadere la frase ma l'allusione era evidente, così ribattei: “ma che dici? Cosa stai farneticando?” Carla sfoderando un sorriso ambiguo rispose: “Non dire bugie a me, ricordati che sono la tua sorella maggiore, credi che non sappia cosa fate tu e nonna?” A quella affermazione impallidii, lei se ne rese conto e mi rassicurò: “guarda che non devi mica avere paura, i segreti so mantenerli. E poi ritengo che non ci sia niente di male, sono solo incuriosita da una cosa: consideri la nonna come uno sfogo, o ti piace proprio? Voglio dire, vai con lei perchè non hai di meglio sotto mano o la ritieni arrapante? Non c'è nulla di male, ma incuriosisce sapere cosa un ragazzo di 16 anni possa trovare di attraente da una donna di 65 anni”. Ero imbarazzato e confuso,
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    cercai di farfugliare qualcosa che stava a significare che la nonna mi eccitava. A quel punto mia sorella si fece provocatoria: “allora sei proprio un porcellino! Cazzo, ti piacciono le tardone! Ho sempre saputo che le tardone stuzzicano la fantasia dei ragazzi, almeno di quelli più porcelli, ma guarda che scopare con le donne giovani è più appagante – e alzandosi dal letto fece scivolare a terra la vestaglia e mostrandosi a me completamente nuda chiese – guardami, non mi trovi più eccitante di nonna?” Guardai estasiato quel corpo perfetto: due tette non più della terza misura ma visibilmente sode con i capezzoli all'insù, ventre piatto, fianchi rotondi che si stagliavano dalla vita stretta e ovviamente neanche una smagliatura. Insomma l'esatto opposto di nonna che aveva un seno enorme e cadente, ventre molle e rotolini di ciccia in vita. Non riuscivo a profferire parola e sentivo la bocca secca, allora mia sorella mi scoprì alzando le coperte dicendo: “vediamo un po', il cazzo non mente – e vedendo che quasi sfondava la patta dello slip aggiunse – avevo proprio ragione, hai il cazzo che sta per scoppiarti, allora ti eccito più della nonna, ammettilo!” A quel punto, capite le intenzioni di mia sorella, presi coraggio e mi feci avanti: “certo che mi arrapi più di nonna, ma adesso non puoi mica lasciarmi in queste condizioni!” Lei si mise accanto a me nel letto dicendo: “no, non ti lascio in queste condizioni, però ricordati che qui accanto stanno dormendo mamma e papà, quindi facciamo tutto in silenzio”. Si mise su di me in posizione di 69 e mentre mi succhiava il cazzo le leccavo la fica. Sentivo il calore della sua bocca che mi avvolgeva il cazzo e succhiava, la lingua che si muoveva leccando sapientemente e ricevetti in bocca una cascata dei suoi umori. Poi cambiò di posizione e sempre standomi sopra si mise a gambe aperte, prese in mano il cazzo turgido e guidandolo all'ingresso del suo paradiso sussurrò: “adesso ti faccio morire di piacere, ti farò godere come non hai mai goduto”. Si infilò tutta l'asta dritta come un palo e dura come il marmo su per la fica e cominciò a muoversi facendosela scorrere dentro. Offriva alla mia bocca quei seni sodi e io leccavo, baciavo, succhiavo i capezzoli. La sentivo reprimere i gemiti di godimento e ogni volta che stava per venire mi infilava la lingua in bocca. Quando si rese conto che ero anch'io prossimo all'orgasmo mi sussurrò: “sborrami dentro, non preoccuparti, dai godi, goditi finalmente una bella ragazza, goditi tua sorella!” Afferrandola per i fianchi mi lasciai andare e sborrai dentro di lei mordendomi la labbra per non urlare tutto il mio piacere. Restammo abbracciati l'uno all'altra facendoci le coccole come due fidanzatini, quando Carla disse: “sei giovane ma scopi davvero bene. Sei quasi meglio di papà”. Chiesi come faceva a sapere come scopasse nostro padre e lei, come se stesse dicendo la cosa più naturale del mondo: “perchè con papà ci scopo”. Volli delle delucidazioni, chiesi di essere più chiara e lei continuò: “sai com'è, stiamo tutto il giorno insieme e la notte andiamo in albergo. L'occasione fa l'uomo ladro – disse con un sorriso da puttana consumata – e noi non siamo dei santi. Invece di prendere stanze separate prendiamo la matrimoniale. A dire il vero la prima volta gli ho fatto un pompino in macchina, da allora siamo colleghi di giorno e amanti di notte”. Quella rivelazione mi stava facendo scoppiare il cazzo. Pensare a mia sorella che scopava con nostro padre mi aveva fatto salire il sangue alla testa. Glielo misi di nuovo dentro e la scopai quasi con rabbia. E trattandola come meritava, la girai e la inculai. Sborrai nel culo già rotto di mia sorella e lei mostrò di gradire non poco la sodomia. Prima di andarsene disse: “adesso sappiamo entrambi i nostri segreti e li dovremo mantenere – e aggiunse con ghigno beffardo – certo che siamo proprio una bella famiglia!”

    Hai visto la realtà, dovresti essere in grado di capire... nessun desiderio può diventare realtà in questo mondo. Ecco perché sto seguendo il sogno dell'Occhio Lunare. Io voglio costruire un mondo dove gli eroi non devono trovare scuse pietose di fronte alle tombe Obito Uchiha

     
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0 replies since 27/11/2012, 22:23
 
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